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La nostra attività è nata nel 2006 per fornire consulenza e progettazione nel campo civile e industriale nei settori dell'ambiente, dell'energia e della sicurezza sul lavoro.

Qualche tempo fa, leggendo il nostro nome su una carta intestata, una persona commentò:

"Ambiente, lavoro ed energia... come sarebbe bello poter fare un lavoro in sicurezza in un ambiente non inquinato, sapendo di non sprecare energia. Sarebbe un mondo più umano in cui vivere".

Sappiamo fare bene il nostro lavoro e proprio per questo motivo potremo rendervi partecipi delle nostre esperienze professionali acquisite nel corso degli anni, nate dal percorso formativo di ognuno di noi, maturate sul campo e riportate poi anche nei nostri corsi di formazione.

La forma cooperativa con la quale abbiamo scelto di strutturarci permette una partecipazione attiva dei soci consulenti, tecnici e progettisti e aggrega insieme una squadra che si mette in gioco, nel lavoro e non solo.

" Elaborare la tecnologia e concretizzare le idee" significa per noi entrare nel vivo delle opportunità, cogliendone gli aspetti più utili e sostenibili sia fattivamente sia economicamente.

Ambiente sostenibile

Ambiente e Sostenibilità

Aria, acqua, rifiuti e altre matrici ambientali.

Ci occupiamo di consulenza tecnica per l'autorizzazione all'esercizio di ogni tipo di attività.

Sicurezza sul lavoro

Sicurezza sul 

lavoro

Realizziamo corsi, valutazione del rischio, procedure operative, piani di sicurezza e coordinamento.

Effettuiamo prevenzione incendi e pratiche presso i Vigili del Fuoco.

Eco-energia

Eco-energia

Diagnosi energetiche nel campo dell'edilizia e dei processi industriali.

Controllo dell'efficienza energetica, consulenza e progettazione sia civile che industriale.

Michele Viganego
Consulente CasaClima

Consulente CasaClima

NEWS E AREA DOCUMENTI

Autore: MICHELE VIGANEGO 25 mag, 2017
Cassazione: i materiali derivanti dalla demolizione di edifici sono rifiuti e non sottoprodotti. Non possono quindi essere riutilizzati I materiali derivanti dalla demolizione di un edificio non possono essere considerati sottoprodotti, ma sono rifiuti. Vanno quindi portati in discarica e non possono essere riutilizzati. Così si è espressa la Corte di Cassazione, Sentenza 33028/2015, circa l’illecita gestione dei rifiuti (sanzionata dall’art. 256 del D.Lgs. 152/2006) e la dubbia natura degli inerti da demolizione. Nel caso in esame, il legale rappresentante di un’impresa di costruzioni veniva condannato a seguito del trasporto senza titolo abilitativo e del riutilizzo (realizzazione di un sottofondo stradale provvisorio) di rifiuti speciali non pericolosi (cemento, mattoni, ceramiche, tondini di ferro) provenienti dalla demolizione di un rustico. Il ricorrente propone ricorso per Cassazione in base a tali considerazioni: il materiale da demolizione è riconducibile ad un sottoprodotto (per l’assenza di trasformazioni preliminari e la sola frantumazione del materiale dopo la demolizione ed anche per non aver determinato condizioni peggiorative dell’ambiente) in alternativa, anche se il materiale fosse un rifiuto, deve considerarsi applicata la disciplina del deposito temporaneo dei rifiuti utilizzati come sottofondo stradale provvisorio per il transito dei mezzi La Cassazione rigetta il ricorso presentato e conferma la condanna per la gestione non autorizzata dei rifiuti (art. 256 del D.Lgs. 152/2006). La Cassazione ha chiarito che in base al Codice dell’ambientale (D.Lgs. 152/2006) può essere considerato sottoprodotto un materiale che deriva direttamente da un processo produttivo, cioè da un’attività finalizzata alla produzione di un manufatto. La demolizione di un fabbricato, invece, è effettuata per eliminare un manufatto e non per produrre qualcosa. Inoltre, risulta irrilevante che la demolizione preceda la realizzazione di un altro edificio: il nuovo manufatto non è infatti il prodotto finale della demolizione e l’attività di costruzione può anche essere indipendente da questa. Al riguardo, considerando che i rifiuti vanno portati in discarica mentre i sottoprodotti possono essere riutilizzati, è opportuno ricordare le rispettive definizioni: sono definiti rifiuti speciali i materiali derivanti dalle attività di demolizione e costruzione, nonché i rifiuti che derivano dalle attività di scavo sono definiti sottoprodotti i materiali che provengono direttamente da un processo di produzione, quindi da un’attività finalizzata alla produzione ottenuta attraverso la lavorazione o la trasformazione di altri materiali I criteri per differenziare i due casi sono stati stabiliti dal DM 161/2012, che regola l’utilizzo di terre e rocce da scavo in base ai livelli di contaminazione e alle caratteristiche dei cantieri.     FONTE: Commenti in Opere edili da BibLus-net
Autore: MICHELE VIGANEGO 25 mag, 2017
L’Enea ha pubblicato due guide con le istruzioni per beneficiare degli ecobonus del 65% per schermature solari e caldaie a biomassa, due novità introdotte dalla Legge di Stabilità 2015 nell’ambito degli interventi di riqualificazione energetica. Le guide sono (scaricabili all’indirizzo efficienzaenergetica.acs.enea.it). In particolare, l’Enea chiarisce che le schermature solari devono essere collocate a protezione di una superficie vetrata (rispetto alla quale possono essere applicate all’interno, all’esterno o integrate) e devono essere regolabili a seconda della stagione e delle condizioni meteorologiche. Le schermature devono avere inoltre una loro funzionalità “tecnica”, non possono essere liberamente montabili e smontabili dall’utente e devono avere la marcatura CE. Per le chiusure oscuranti, come persiane, veneziane e tapparelle, vengono considerati validi tutti gli orientamenti, mentre per le schermature non in combinazione con vetrate, ad esempio le tende esterne, vengono escluse quelle posizionate su pareti esposte a nord. Il valore massimo della detrazione per queste tipologie di interventi è di 60 mila euro (da suddividere in 10 rate annuali di pari importo), che corrisponde a un ammontare complessivo di circa 92.300 euro delle spese sostenute per unità immobiliare. Per quanto riguarda le caldaie a biomassa, ovvero impianti per il riscaldamento invernale che bruciano materiali vegetali trasformandoli in energia termica, le novità riguardano la semplificazione dei requisiti per beneficiare delle detrazioni nel caso di sostituzione o integrazione di un impianto già in funzione o di nuova istallazione (solo però per edifici esistenti). Nel vademecum Enea vengono elencate tutte le tipologie di impianti che possono essere installati e che devono avere un rendimento utile nominale minimo non inferiore all’85%. Il valore massimo della detrazione è di 30 mila euro (da suddividere in 10 rate annuali di pari importo), che corrisponde a un ammontare complessivo di circa 46.150 euro delle spese sostenute per unità immobiliare. Per usufruire delle detrazioni fiscali del 65%, le spese per i lavori devono essere sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2015. Salvo ulteriori proroghe, dal 2016 l’aliquota passerà al 36%. FONTE: EnergyManagerNews
Autore: MICHELE VIGANEGO 25 mag, 2017
Via libera al programma governativo destinato a stimolare le piccole e medie imprese a rendere più efficienti i loro consumi energetici. È stato infatti pubblicato l’avviso del Ministero dello sviluppo economico e del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare che consente alle Regioni e Province autonome di presentare programmi finalizzati a sostenere la realizzazione della diagnosi energetica nelle piccole e medie aziende. L’iniziativa, prevista dalle norme di recepimento della Direttiva sull’efficienza energetica, mette a disposizione 15 milioni di euro nel 2015 per il cofinanziamento di programmi regionali volti ad incentivare gli audit energetici nelle Pmi o l’adozione di sistemi di gestione dell’energia conformi alle norme ISO 50001. Considerando anche le risorse che saranno allocate dalle Regioni, per le Pmi saranno disponibili 30 milioni di euro a copertura del 50% dei costi che sosterranno per la realizzazione della diagnosi energetica. Si stima che non meno di 15.000 Pmi all’anno potranno essere coinvolte in questa iniziativa e che altrettanti progetti di efficienza energetica scaturiranno dalle diagnosi energetiche. La scadenza per presentare i programmi è fissata al 30 giugno 2015. L’iniziativa verrà replicata annualmente con analoghe risorse sino al 2020. Con decreto del Ministero dello sviluppo economico e del Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare del 12 maggio, sono stati inoltre approvati gli schemi, predisposti da Accredia, di certificazione e accreditamento per la conformità alle norme tecniche relative alle “Società che forniscono servizi energetici” (Esco), agli Esperti in Gestione dell’Energia (Ege), ai Sistemi di Gestione dell’Energia (Sge). Il provvedimento, anch’esso previsto dalle norme di recepimento della Direttiva sull’efficienza energetica, rappresenta un passo in avanti per la qualificazione dei soggetti che operano in campo energetico. FONTE: EnergyManagerNews
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